Sacchetti biodegradabili per frutta e verdura: si possono portare da casa

11 aprile 2018

Il Consiglio di Stato ha deciso che i sacchetti biodegradabili per fare la spesa di frutta e verdura al supermercato si potranno portare anche da casa. Ecco tutto quello che c’è da sapere per non incorrere in sanzioni.

Breve riassunto delle puntate precedenti. Recependo una direttiva europea (la numero 720 del 2015) – per la quale peraltro l’Italia era in procedura di infrazione – dal primo gennaio 2018 è scattato nel nostro Paese lo stop ai sacchetti di plastica, con l’obbligo per supermercati e grande distribuzione di fornire ai consumatori buste biodegradabili da utilizzare nel reparto ortofrutticolo.

Si tratta di una norma, riguardante “la riduzione dell’utilizzo di borse di plastica in materiale leggero” adottata “al fine di prevenire o ridurre l’impatto degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio sull’ambiente”. Il fine insomma, è più che mai nobile: ridurre l’inquinamento e favorire il riuso. Avete presenti le immagini di quegli oceani pieni di buste di plastica? Bene. Sembrerebbe un problema che riguarda tutti noi. Eppure, nel nostro paese, è montata l’indignazione, a causa di un dettaglio evidentemente non trascurabile: le buste vanno pagate.

Per legge infatti, “le borse di plastica […] non possono essere distribuite a titolo gratuito e a tal fine il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti trasportati per il loro tramite”. È proprio su questo punto che si è scatenata la polemica, aizzata anche da diverse bufale circolate sui social.

Bufale a parte però, appare necessario spiegare bene alcuni punti di questa norma. Soprattutto ora che il Consiglio di Stato, su richiesta del ministro della Salute, ha chiarito che i clienti potranno portare i sacchetti biodegradabili da casa o comunque acquistarli al di fuori del servizio commerciale, purché siano rispettosi delle norme igieniche vigenti.

Cosa cambia, in sostanza? In attesa di un nuovo regolamento del ministero della Salute, che recepisca queste novità, proviamo a fare un quadro della situazione.

Il comma 2 dell’ormai famoso decreto legge 20 giugno 2017, numero 91, definito anche decreto Mezzogiorno, divideva gli imballaggi tra quelli sottilissimi (spessore sotto i 15 micron), che vengono a contatto con i cibi sfusi e devono essere a pagamento e biodegradabili, e quelli più spessiinvece, esclusivamente per il trasporto delle merci, che non ricadono nella normativa e possono essere donati e non riciclabili.

La decisione del Consiglio di Stato però, definisce un principio: l’acquisto dei sacchetti da un certo negoziante non può essere imposto e i consumatori devono avere il diritto di comprarli dove preferiscono e usarli quando fanno la spesa.

Ecco perché, “fermo restando il primario interesse alla tutela della sicurezza ed igiene degli alimenti, è possibile per i consumatori utilizzare nei soli reparti di vendita a libero servizio (frutta e verdura) sacchetti monouso nuovi dagli stessi acquistati al di fuori degli esercizi commerciali”. Certo, si specifica che dovranno essere “conformi alla normativa sui materiali a contatto con gli alimenti”. E, in tal caso, gli operatori del settore alimentare non potranno mai impedire ai consumatori di utilizzare i propri sacchetti.

Non solo. Il Consiglio di Stato infatti non esclude, alla luce della normativa vigente, l’utilizzo di altri imballaggi, diversi dalle buste di plastica biodegradabile. È il caso di retine di plastica o sacchetti di carta. Il problema è che costano molto di più, ma il supermercato potrebbe anche decidere (come già successo in alcuni casi) di distribuirli gratis.

In fondo, l’obiettivo del decreto rimane la riduzione dei volumi di plastica non riciclabile sul mercato. Per questo, non si esclude nemmeno la possibilità che, per alcune tipologie di prodotto, non sia affatto necessario l’utilizzo di un contenitore.

A questo punto però, la palla passerà probabilmente ai commercianti stessi, che dovranno stabilire quali sono i contenitori adatti per ogni tipologia di spesa. Ci sarà anche da capire se convenga al consumatore portare da casa sacchetti monouso per alimenti, quando al supermercato costano 1 o 2 centesimi. Ma questa (forse) è un’altra storia.

Fonte: www.wired.it

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