PROPRIETÀ DELLA PESCA, UN FRUTTO ESTIVO ANTIOSSIDANTE E RIMINERALIZZANTE

18 luglio 2018

 

L’estate è stagione di frutta colorata, amata e gustosa. Albicocche, ciliegie, anguria, e chi ne ha più ne metta! Come se il sapore e le alte temperature non fossero uno stimolo sufficiente per fare incetta di queste delizie da giugno a settembre, abbiamo chiesto alla dottoressa Francesca Evangelisti, biologa nutrizionista, quali fossero le proprietà delle fragole. Questa volta ci dedichiamo ad un altro dolcissimo frutto: la pesca.

Matura, infatti, proprio tra giugno e settembre, ed è caratterizzata da una polpa succosa, profumata e zuccherina, di colore giallo o bianco. Scopriamo tutto sulla pesca: proprietà e caratteristiche nutrizionali.

CARATTERISTICHE E VARIETÀ DI PESCA

La pesca è il frutto del pesco (Prunus persica), albero appartenente alla famiglia delle Rosacee e originario della Cina. Come anticipato, è tipicamente estiva e ne esistono molte varietà. In generale, si dividono in spicche o spiccagnole o spaccarelle, facilmente sezionabili a metà e nelle quali il nocciolo si stacca senza difficoltà dalla polpa, e duracine o non spicche, nelle quali il nocciolo è invece difficile da staccare dalla polpa.

La pesca comune ha polpa gialla e leggermente fibrosa; le varietà principali sono:

  • Collins
  • La gialla di Padova
  • Haleaven
  • June gold
  • Red haven.

La pesca duracina, invece, ha polpa bianca e le varietà principali sono la Fior di maggioVeronese, Michelini e K2. La pesca noce e le altre nettarine hanno polpa gialla o bianca, ma sempre pastosa e morbida; le più diffuse sono la IndipendenceFantasia e Stark red gold 6. “In molte regioni italiane si coltivano le percocche, pesche non spicche, a pasta gialla e carnosa e buccia di colore variabile dal verde al giallo; si possono consumare fresche ma sono usate soprattutto dall’industria per la produzione di sciroppati”, ci racconta la nutrizionista.

PESCA: PROPRIETÀ E PROFILO NUTRIZIONALE

Partendo dal profilo nutrizionale, la dottoressa Evangelisti spiega che, per 100 grammi di parte edibile, la pesca contiene:

  • 90,7 g di acqua
  • 6,1 g di carboidrati
  • 0,8 g di proteine
  • 0,1 g di grassi
  • 1,6 g di fibra
  • Vitamina A, C, K, folati
  • Potassio, fosforo, calcio, magnesio, sodio, fluoro, ferro, zinco.

“Molto numerosi anche gli antiossidanti – aggiunge la biologa nutrizionista – tra cui beta-carotene, luteina, zeaxantina, gli acidi organici (molto abbondante l’acido caffeico, ma anche acido citrico, acido malico, acido clorogenico e acido tartarico) e diverse sostanze aromatiche.” Nella buccia, invece, sono presenti composti fenolici, mentre nel complesso è significativo sottolineare come la pesca sia un frutto poco calorico (100 grammi di polpa fresca apportano circa 40 calorie) e abbia un basso indice glicemico.

DIURETICA E DEPURATIVA, SOSTIENE ANCHE IL SISTEMA CARDIOCIRCOLATORIO

“Grazie all’abbondante quantità di acqua, ma anche per via del ricco contenuto di potassio che regola l’equilibrio dei fluidi corporei, la pesca è certamente uno tra i migliori frutti ad azione diuretica e depurativa.” Infatti, stimola la funzionalità epatica e renale dell’organismo. Inoltre, il potassio è anche di fondamentale importanza per l’apparato cardiocircolatorio, perché ha proprietà vasodilatatrici, ovvero è in grado di rilassare la parete dei vasi sanguigni permettendo un maggiore afflusso di sangue.

Come spiega la dottoressa Evangelisti, dunque, la pesca risulta molto utile per chi ha problemi di circolazione e, in modo particolare, in caso di ipertensione. “Sempre a livello cardiocircolatorio, va detto che i composti fenolici presenti nella buccia della pesca sono in grado di ridurre i livelli di colesterolo cattivo, aumentando invece quello buono.”

La pesca svolge un’importante azione rimineralizzante e ricostituente, grazie al ricco contenuto di minerali, utile soprattutto d’estate. Infatti quando salgono le temperature e aumenta la sudorazione, capita di perdere molti liquidi e sostanze preziose, che devono necessariamente essere reintegrati attraverso l’alimentazione.

UN SUPPORTO PER I SISTEMI DIGERENTI E IMMUNITARIO

Anche l’azione benefica svolta dalla pesca sull’apparato digerente è importante: “infatti, è facilmente digeribile – spiega la dottoressa Evangelisti – in quanto in grado di stimolare la secrezione dei succhi gastrici ed è consigliata quindi in tutti i casi di disturbi dell’apparato digerente, ma non soltanto.”

Il buon contenuto di fibra regola la motilità intestinale favorendo la formazione e l’eliminazione delle feci e contribuendo alla pulizia dell’intestino stesso. È preziosa, dunque, in caso di stitichezza o comunque in tutti quei casi di alterata regolarità intestinale. “La presenza di una buona quantità di vitamina C fa sì che la pesca sia di enorme sostegno al sistema immunitario, che viene potenziato nella sua attività di difesa da agenti patogeni esterni.”

LA PESCA COME ANTIOSSIDANTE

Infine, come abbiamo anticipato, la pesca è un frutto molto ricco di sostanze antiossidanti, caratteristica che la rende fondamentale nel contrastare lo stress ossidativo che deriva dall’azione dei radicali liberi. In altre parole, essa rallenta l’invecchiamento cellulare e contribuisce alla prevenzione di diverse patologie croniche, anche gravi. “In tal senso – precisa l’intervistata – i polifenoli sembrano particolarmente utili nell’inibire le cellule cancerogene del tumore al seno. Degna di nota è poi la capacità della pesca di proteggere l’organismo dall’aflatossina, una muffa cancerogena molto pericolosa che può formarsi nelle arachidi e nel mais; questo grazie alla presenza dell’acido caffeico.” Infine, la pesca è utile anche a ridurre gli stati infiammatori in generale.

SCEGLIERE, CONSERVARE E USARE LA PESCA

Per selezionare i frutti più maturi e nutrienti è utile seguire alcuni semplici consigli: in primo luogo, devono essere profumati e colti alla loro maturazione. “Le pesche colte prima di questo stadio non matureranno mai e diventeranno molli, a meno che non vengano riposte in un sacchetto di carta e lasciate per circa 2-3 giorni a temperatura ambiente.” La polpa di una pesca ben matura deve sempre cedere ad una leggera pressione col dito, ed è sempre meglio scegliere frutti piccoli, poiché quelli più grossi hanno un tenore di zuccheri più elevato. Non di meno, la dottoressa Evangelisti suggerisce di preferire sempre le pesche presentate negli alveoli delle loro cassette, piuttosto che sfuse. Da evitare, invece, frutti troppo duri, senza profumo e con buccia macchiata o fragile. Una volta a casa, le pesche vanno tenute in un contenitore collocato in luogo fresco. Mai riporle in frigorifero, dato che perdono acqua e diventano fibrose.

La pesca è un frutto delizioso già al naturale, in macedonia, frullati o anche in insalata. Non mancano poi marmellate e dolci: in pasticceria è spesso alla base di torte, soufflé, gelati, sorbetti, salse e creme di vario genere. Ottime anche per la decorazione di torte, soprattutto quelle sciroppate, o per la preparazione di cocktail. “Molti non lo sanno – consiglia l’intervistata – ma le pesche si adattano bene ad alcuni secondi a base di pesce e di carne; in tal senso i migliori abbinamenti sono con gli arrosti, stufati e pesce azzurro.”

QUALI CONTROINDICAZIONI?

La pesca non presenta particolari controindicazioni, anche se è bene ricordare che può causare allergia più frequentemente di altri frutti. Per tale motivo è sconsigliata nei bambini nei primi anni di vita, perché può scatenare crisi allergiche; naturalmente, in questi casi è un frutto da evitare. “La pesca deve essere consumata con moderazione – aggiunge la biologa nutrizionista – in caso di ulcera gastro-duodenale e gastroenterocolite. È buona norma inoltre non eccedere comunque con il consumo, dato che la grande quantità di acqua può gonfiare lo stomaco.” Per lo stesso motivo è bene non abbinare al consumo di pesche quello di acqua, poiché si potrebbe incorrere anche in una indigestione. Da ricordare, a coloro che  consumano la pesca con la buccia, che quest’ultima contiene pectina, che può risultare leggermente lassativa (quindi in caso di diarrea in atto, meglio evitare la buccia). Attenzione ai semi: non devono mai essere consumati perché contengono amigdalina, una sostanza velenosa.

Fonte: www.ilgiornaledelcibo.it

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