ORTOFRUTTA, IL MADE IN ITALY VINCENTE RECORD STORICO DELL’EXPORT NEL 2017: 5 MILIARDI

16 marzo 2018

Marco Salvi: “Alla politica chiediamo una attenzione non episodica. E avanti col Tavolo nazionale, magari allargato a Mise e Ice”

Le esportazioni italiane di ortofrutta hanno sfiorato l’anno scorso la soglia dei 5 miliardi di euro,   con un incremento del 3% rispetto al 2016, stabilendo un record storico per il settore. La conferma arriva da Fruitimprese, l’associazione nazionale degli esportatori/importatori, che ha rielaborato i dati ufficiali dell’Istat riferiti a tutto l’anno 2017. Cresce il valore delle nostre esportazioni, calano i volumi esportati del 6% con circa 4 milioni di tonnellate. Il saldo supera di poco il miliardo di € con un incremento del 3,2% rispetto al 2016. Crescono anche le importazioni sia in volume (7,4%) che in valore (3%).

Per quanto riguarda i volumi dei singoli comparti cresce la frutta secca (6,4%) mentre calano ortaggi (-10,3%), frutta fresca (-4,7%) e agrumi (-16,1%). In valore segno positivo per gli ortaggi (0,3%) e la frutta fresca (6,1%) e segno negativo per agrumi (-10,2%) e frutta secca (-1,4%).

Per quanto riguarda le importazioni, incremento in volume per la frutta tropicale (8%) la frutta fresca (5,6%), gli ortaggi (1,9%) e gli agrumi (35,9%) mentre cala la frutta secca (-4,5%). Anche in valore segno positivo per tutti i comparti ad eccezione della frutta secca (-8,8%): ortaggi (8,5%), agrumi (17,5%), frutta fresca (7,8%), frutta tropicale (6,3%).

Il Presidente di Fruitimprese Marco Salvi commenta con soddisfazione: “E’ il made in Italy che vince sui mercati internazionali nonostante instabilità internazionale, embargo russo, aree in continua crisi come il Nord Africa. Sottolineo il brillante risultato del saldo commerciale attivo (1,059 miliardi), tra i migliori degli ultimi vent’anni, nonostante l’aumento dell’import.”

Il record dell’export nasce dalla forza trainante del comparto frutta fresca (che rappresenta il 57% dell’export totale) e del comparto legumi e ortaggi (27%): “Insieme queste due voci fanno   quasi l’85% del fatturato dell’export che cresce in valore sia perché per alcuni prodotti sono calate le quantità sia perché è stata riconosciuta e apprezzata dai mercati la maggior qualità delle nostre produzioni”.

Dietro questi risultati “c’è il grande lavoro delle imprese italiane produttive e commerciali dell’ortofrutta che non si sono rassegnate davanti alla crisi, ma hanno risposto con maggiore dinamismo intensificando gli sforzi sui mercati lontani del Medio Oriente e dell’Asia, da cui vengono importanti segnali positivi”.

“Nel momento in cui il ministro Maurizio Martina lascia il ministero dell’Agricoltura – aggiunge Salvi – le imprese dell’ortofrutta chiedono al futuro Governo e al futuro Ministro una attenzione non episodica al settore, che si dimostra nei fatti uno dei pilastri del made in Italy nel mondo. Servono più attenzione e sensibilità verso le richieste delle imprese e serve un ministro che lavori a tempo pieno per aiutarci a consolidare questi  risultati favorendo crescita e sviluppo di un comparto strategico per l’economia italiana, in particolare per le regioni del Sud”

“Adesso lo strumento c’è: il Tavolo nazionale per l’ortofrutta, decollato a fine dicembre 2017,  è la sede idonea per affrontare le priorità. Dagli accordi bilaterali con i paesi-obiettivo del nostro export, allo sviluppo dell’internazionalizzazione, alla promozione del made in Italy, al rilancio dei consumi in Italia e in Europa, tuttora stagnanti”.

“Le nostre imprese – conclude il presidente Salvi – non chiedono sovvenzioni o interventi a pioggia, ma la condivisione delle priorità e la volontà di portare avanti in concreto il lavoro iniziato nel Tavolo nazionale, a partire dal possibile e auspicato allargamento del Tavolo al Ministero dello Sviluppo economico (Mise) e all’ICE”.

 

 

 

Torna alla lista