Nuova privacy e protezione dati, le nuove sfide per le aziende

28 maggio 2018

Convegno in provincia di Verona all’assemblea di Fruitimprese Veneto

C’è preoccupazione fra le aziende per via della nuova privacy. Gli imprenditori temono l’aggravio di burocrazia, di costi e di errori. E neppure si conoscono le sanzioni. Il solito caos, insomma, niente di nuovo tutto sommato. Se ne è parlato venerdì 25 maggio 2018 a Verona durante l’assemblea annuale di Fruitimprese Veneto. A fare gli onori di casa, il presidente Stefano Pezzo.

“I dati sono il nuovo petrolio – ha esordito l’avvocato Gualtiero Roveda, esperto in materia e consulente Fruitimprese – il carburante della nuova civiltà informatica. Con i dati si può fare tutto”.

In piedi, Stefano Pezzo. Al tavolo dei relatori Gualtiero Roveda e Ilaria Del Giglio

Proprio venerdì 25 maggio 2018 è entrata in vigore la nuova legge europea. Le imprese sono fra due fuochi. Da una parte non si sa come saranno svolti i controlli e con quali eventuali sanzioni. Dall’altro si temono gli hacker che violano la sicurezza informatica. Il mercato dei dati è infatti diventato uno dei più appetibili per il cyber crime.

“Ad esempio – ha detto Roveda rivolgendosi a una platea di oltre 40 imprenditori – sono capitati casi di pirati informatici che hanno rubato le fatture, le hanno mandate ai clienti ma con un loro Iban. Poi serve attenzione verso i Criptoloker, virus che entrano nel sistema, bloccano tutti i dati e se non si paga il riscatto in bitcoin entro una determinata scadenza si perde tutto”.

Oggi, un’azienda che vuole rapportarsi con la Gdo, deve essere in regola con tutto, e non bastano più i vecchi parametri: occorre anche la sicurezza dei dati. I dati fra loro sono correlati. “La domanda che ogni imprenditore deve porsi – ha aggiunto l’avvocato – non è A chi potranno mai interessare i dati della mia azienda? ma Quanto interessano a me i miei dati? Non esiste rimedio sicuro al 100% per tutelarsi, ma è importante avere un buon livello di difesa, proteggendosi con diligenza. E avere le copie dei dati”.

Le sanzioni per le violazioni arrivano fino a 20 milioni di euro. Non c’è un minimo stabilito, che è a discrezione del Garante. Ma la protezione dei propri dati deve essere una priorità non tanto per evitare sanzioni, ma in quanto i dati aziendali sono sempre più appetibili da parte della malavita e anche da parte dei gestori dei cosiddetti Big Data (cioè di complessi insiemi di ingenti quantità di dati, correlabili o analizzabili mediante elaborati algoritmi, al fine di evidenziare tendenze o andamenti nei comportamenti dei consumatori).

L’avvocato Ilaria Del Giglio ha detto che ora occorre un cambio di metodologia e prospettiva nel trattamento della privacy. “Ogni dato sensibile è soggetto a un rischio. I dati sono un nuovo bene, con un valore grandissimo. Prevenire ogni situazione critica è la strategia migliore, come nella sicurezza sul lavoro.

Dato che trattare i dati può essere rischioso, è bene chiederne sempre il meno possibile. C’è davvero un cambio di prospettiva, occorre fare una valutazione preventiva dei rischi”.

“L’80% degli attacchi – ha concluso Roveda – avviene per un errore umano all’interno delle aziende. Sono i comportamenti che quasi sempre determinano la sicurezza ed è per questo che serve formazione”.

Data di pubblicazione: 28/05/2018
Autore: Cristiano Riciputi
Copyright: www.freshplaza.it

 

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