L’ortofrutta italiana e’ la piu’ sana al mondo, ma alla GDO non basta

31 Agosto 2020

A colloquio con Gualtiero Roveda, consulente di Fruitimprese

Il Ministero della salute ha recentemente pubblicato sul sito istituzionale gli esiti del Controllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti relativo all’anno 2018. Le indagini, effettuate a campione, hanno riguardato frutta, ortaggi, cereali, farine, olio, vino e prodotti per neonati.

Le rilevazioni sono state molto positive per le Imprese del nostro Paese, registrando ottimi risultati: a fronte di oltre 12.000 campioni esaminati, quelli irregolari, cioè con residui superiori ai limiti di legge, sono stati complessivamente lo 0,8%, contro lo 0,9 del 2017. La percentuale di irregolarità riscontrate nei prodotti ortofrutticoli è dell’1,1% contro l’1,3 del 2017. Nell’ambito delle singole categorie, la frutta registra uno 0,8%, contro un 1,4% degli ortaggi.

Approfondiamo la notizia con l’avvocato Gualtiero Roveda, consulente di Fruitimprese.

L’avvocato Gualtiero Roveda

FreshPlaza (FP): In cosa consiste il Controllo ufficiale cui il documento del Ministero si riferisce?
Gualtero Roveda (GR): Il Controllo ufficiale degli alimenti e delle bevande è imposto da Regolamenti comunitari e ha lo scopo di verificare e garantire la conformità dei prodotti alle disposizioni legislative.

Attraverso un periodico sistema articolato di verifiche, la UE si propone di prevenire i rischi per la salute pubblica, proteggere gli interessi dei consumatori e assicurare la lealtà delle transazioni commerciali.

In questo contesto, dal report del Ministero si ricava che la filiera agroalimentare italiana si è distinta per essere riuscita a raggiungere standard tra i più alti di sicurezza, il che assicura un elevato livello di protezione del consumatore.

FP: Quali sono i prodotti sottoposti ai programmi di controllo?
GR: Le rilevazioni, affidate ai singoli Paesi, riguardano i prodotti – di qualsiasi provenienza – destinati a essere commercializzati nei territori nazionali o a essere esportati in un altro Stato dell’Unione Europea o in uno Stato terzo.

FP: In quale fase i prodotti vengono esaminati?
GR: Il Controllo ufficiale riguarda tutte le fasi della produzione, della trasformazione, del magazzinaggio, del trasporto, del commercio, della somministrazione e dell’importazione.

FP: Come avviene in concreto il monitoraggio da parte delle Autorità designate?
GR: Le operazioni di controllo consistono in una o più delle seguenti attività: ispezione; prelievo dei campioni; analisi di laboratorio dei campioni prelevati; controllo dell’igiene del personale addetto; verifica della tracciabilità, del materiale scritto e dei documenti di vario genere; esame dell’implementazione del sistema HACCP e valutazione dei sistemi di verifica predisposti dall’impresa e dei relativi risultati.

FP: La politica UE è indubbiamente molto attenta a garantire la salubrità dei prodotti alimentari.
GR: I controlli in materia sono stabiliti da due Regolamenti. In particolare, uno dei due (Regolamento CE N. 396/2005) è quello che ha armonizzato a livello comunitario i livelli massimi di residui (LMR) in alimenti e mangimi di origine vegetale e animale. Tale provvedimento ha consentito di garantire un buon livello di tutela dei consumatori, di ridurre gli ostacoli agli scambi commerciali tra gli Stati membri e tra i Paesi Terzi e l’Unione.

FP: Tuttavia la GDO spesso pretende il rispetto di parametri più stringenti rispetto ai livelli stabiliti dalla UE.
GR: E’ così. E’ materia contrattuale. Molti retailer della GDO chiedono che le forniture presentino percentuali inferiori agli LMR per singolo principio utilizzato e impongono, altresì, limiti severi alla loro sommatoria.

Author: Cristiano Riciputi
© FreshPlaza.it

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