Geofur, al via la nuova campagna con una novità: il radicchio biologico

4 ottobre 2018

Tornano sui banchi il Radicchio di Verona e le altre varietà tipiche del territorio veneto, culla d’eccellenza del pregiato ortaggio a foglia. Geofur, azienda di Legnago (Vr) con un’alta specializzazione in tutta la famiglia del radicchio – un superfood oggi disponibile fresco tutto l’anno – dà il là alla campagna 2018/2019 con premesse positive. “Nonostante un inizio di stagione un po’ difficoltoso per via del clima sfavorevole di settembre, il prodotto si affaccia sul mercato con una qualità eccellente e con quantitativi che presto torneranno nella norma”, rivela la responsabile commerciale Cristiana Furiani. La concorrenza estera quest’anno si preannuncia meno calzante, e il prodotto italiano “va sempre tutelato”. Novità di questa nuova campagna è l’arrivo sui banchi del radicchio biologico Geofur

Dopo un’annata 2017/2018 non particolarmente favorevole per il radicchio italiano, penalizzata da una sovrapproduzione e da una concorrenza sempre più calzante del prodotto estero, la nuova campagna del pregiato ortaggio a foglia tipico del territorio veneto si apre con premesse incoraggianti. “Abbiamo avuto un inizio di stagione un po’ burrascoso, per via del maltempo dei primi di settembre, seguito poi da un’ondata di caldo anomala, che per tutto il mese ha messo a dura prova le coltivazioni”, esordisce Cristiana Furiani, responsabile commerciale di Geofur, azienda di Legnago (Verona) leader nella produzione di radicchio tutto l’anno.

“Nonostante il mese non facile da gestire, ora il prodotto veneto è pronto per fare il suo debutto sul mercato: la qualità è ottimale, i quantitativi non sono ancora elevati, ma con l’abbassamento di temperature degli ultimi giorni contiamo di avere presto una produzione nella norma”, continua. In raccolta in questo momento ci sono il radicchio lungo, il tondo e il variegato, e il pregiato radicchio di Verona Igp, prodotto principe dell’agricoltura scaligera. Quest’ultimo radicchio, rispetto alle altre varietà del territorio, ha risentito di meno del clima anomalo di settembre e si presenta di qualità eccellente.

Non solo radicchio: Geofur è specializzata anche in altri ortaggi a foglia: “Attualmente, parlando sempre di prodotto veneto, stiamo raccogliendo insalata pan di zucchero, crauti e verze. – spiega Cristiana Furiani – A fine ottobre tornerà anche l’insalata iceberg, che abbiamo testato con successo in primavera”.

Il prodotto è destinato alla grande distribuzione e all’industria di quarta gamma, sia in Italia che all’estero: il business di Geofur è in continuo sviluppo, a conferma di come l’azienda scaligera abbia consolidato la sua leadership di mercato per tutta la famiglia dei radicchi.

“Le prospettive commerciali per questa nuova campagna sono interessanti, – continua la responsabile commerciale di Geofur – Quest’anno all’estero il prodotto è stato penalizzato dal clima caldo di settembre, la produzione straniera è inferiore, così come il livello qualitativo. Contiamo quindi di avere spazi di mercato maggiori rispetto alla scorsa annata, quando la pressione di Paesi come la Polonia è stata importante, con un’ampia presenza di prodotto locale fino a tarda campagna”.

“Il radicchio veneto, che si fregia anche dell’Igp, è un unicum al livello internazionale – fa notare Cristiana Furiani – e come tale va tutelato. Invece talvolta ci accorgiamo, con rammarico, della presenza in Gdo di prodotto estero, di origine non dichiarata. Merce, questa, che arriva soprattutto dalla Polonia”. Questo, secondo la responsabile commerciale di Geofur, avviene spesso all’insaputa delle stesse insegne distributive.

Tornando alla campagna del radicchio veneto iniziata con tutti i presupposti positivi, c’è una grande novitàin casa Geofur. “A partire da quest’anno abbiamo anche il radicchio biologico. – conclude Cristiana Furiani – Si tratta ancora di quantitativi limitati, stiamo facendo dei test per verificare quali sono le cultivar più strategiche per la produzione a regime biologico. Ma è una nicchia che intendiamo sviluppare, che ci sta già dando risultati molto soddisfacenti”.

Fonte: Fruitbook Magazine

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