Frodi commerciali e alimentari: cosa devono sapere le aziende

5 Novembre 2019
A colloquio con l’avvocato Gualtiero Roveda consulente Fruitimprese

E’ di ieri l’ennesima notizia di presunta frode in danno dei consumatori (cfr. FreshPlaza del 4/11/2019). Le frodi nel settore sono in costante espansione per i cospicui guadagni che possono procurare. E’ un allarmante fenomeno che compromette la fiducia dei consumatori e danneggia l’intera filiera agricola.

I dati recentemente diffusi da Coldiretti evidenziano che, nel 2018, un italiano su cinque è stato vittima di frodi relative all’acquisto di cibi fasulli, avariati e alterati. Nello stesso anno le notizie di reato in materia agroalimentare sono aumentate del 58% in relazione ai principali comparti, dal biologico al vino, dall’olio all’ortofrutta, dalle conserve ai cereali. Chiediamo all’avvocato Gualtiero Roveda, consulente di Fruitimprese, quali sono le contromisure in campo per contrastare il problema.

FreshPlaza (FP): Gli esiti di un’indagine, basata sui risultati di circa 25mila controlli effettuati dall’Ispettorato Centrale Repressione Frodi (ICQRF) nell’anno passato, hanno evidenziato una situazione molto preoccupante sulla sicurezza degli alimenti commercializzati. Quali sono i mezzi per arginare il fenomeno?

Gualtiero Roveda (GR): L’Unione europea per contrastare il problema delle frodi ha emanato il Regolamento (UE) 2017/625, con il quale ha stabilito regole integrate per prevenire, eliminare o ridurre il livello di rischio lungo la catena agroalimentare. Il provvedimento consente alle aziende e alle autorità di beneficiare di una riduzione degli oneri amministrativi, di processi più efficienti e controlli rafforzati.

Nel 2018, la Commissione europea ha anche costituito il Knowledge Centre for Food Fraud and Quality (KC-Food), con lo scopo di condividere informazioni e conoscenze scientifiche aggiornate in tema di frode alimentare e di vigilare sul mercato. In ambito nazionale, invece, il sistema di tutela è articolato su tre livelli: delitti previsti dal codice penale, contravvenzioni previste dalla L. 283/62 e illeciti amministrativi stabiliti da norme di settore.

FP: In ambito di frodi alimentari si sente spesso parlare di frodi sanitarie e frodi commerciali. Qual è la differenza?
GR: Le prime incidono sulla salute delle persone, mentre quelle di natura commerciale favoriscono illeciti profitti a danno di altri operatori o dei consumatori.

FP: Qual è il ruolo delle certificazioni di qualità in materia di sicurezza alimentare?
GR: Le gravissime emergenze sanitarie degli anni ’90 del secolo scorso e i casi sempre più frequenti di frodi alimentari hanno determinato la GDO, pressoché ovunque in Europa, a sviluppare nuovi concetti di controllo della filiera e a chiedere ai fornitori certificazioni quali GlobalGAP, British Retail Consortium (BRC), o International Food Standard (IFS). Gli standard privati di sicurezza e qualità alimentare attualmente operano accanto alle prescrizioni di legge e, sebbene non legalmente vincolanti in senso regolamentare, sono di fatto obbligatori per i fornitori. E’ oggi riconosciuto che gli standard privati hanno un ruolo determinante nella gestione della sicurezza e qualità e nelle modalità di governo delle supply chains di prodotti agricoli e alimentari.

FP: E’ di recente pubblicazione lo standard ISO 22380:2018, predisposto per prevenire attacchi fraudolenti e contrastare il rischio di danni materiali o immateriali di rilevante pregiudizio alle imprese. 
GR: E’ vero. Tra l’altro, punti di interesse dello standard sono la Food Safety (Haccp), Food Defence (Taccp-Threat Analisys and Critical Control Point) e la Food Fraud Mitigation (Vaccp-Vulnerability Analisys and Critical Control Point).

Con la locuzione Food Safety si indica l’attività dell’operatore alimentare diretta a prevenire contaminazioni non intenzionali di generi alimentari adottando, ad esempio, un sistema Haccp. Food Defense è il termine usato dall’Amministrazione americana (USDA) per indicare le attività connesse alla protezione delle derrate alimentari da atti intenzionali di contaminazione o manomissione, quali atti terroristici, attacchi di gruppi antagonisti, di attivisti, concorrenti, etc. Con quello di Food Fraud Mitigation l’attività di prevenzione diretta a mitigare il rischio di un’alterazione intenzionale dei prodotti alimentari al fine di ricavarne un beneficio economico.

Fonte: https://www.freshplaza.it

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