Competitor agguerriti, l’Italia non tiene il passo.

1 Marzo 2019
“Usciamo da un bimestre difficile per addentrarci in un periodo carico di incertezze”. Stefano Pezzo,presidente di Fruitimprese Veneto inquadra così il momento del settore ortofrutticolo, sia per l’import-export che per il commercio interno. “Il kiwi italiano attraversa da tempo una fase difficile, i prezzi sono mediamente bassi e la concorrenza greca spietata e costante; il mercato delle mele a gennaio e febbraio è stato regolare, senza grandi exploit, speriamo che la situazione possa migliorare ma anche in questo caso i competitor, a partire dalla Polonia, sono decisamente agguerriti”. Le verdure invece, “beneficiano” della carenza di offerta legata alle gelate tra fine 2018 e inizio 2019 per spuntare prezzi complessivamente elevati, “anche se in fase calante nell’ultima settimana”, evidenzia Pezzo. “Le retiche, ad esempio, radici coltivate ora anche nel nostro Paese, arrivano a spuntare 20 euro al collo”.
L’assemblea Fruitimprese Veneto dello scorso dicembre. Sopra, Stefano Pezzo
 
“C’è fermento per le produzioni primaverili e sui mercati iniziano a ritagliarsi un certo spazio le fragole – aggiunge Pezzo – ma molto, a livello produttivo e qualitativo, così come nei consumi, dipenderà dal clima: il perdurare dell’attuale caldo potrebbe condizionare la fase colturale e commerciale. Tante incognite anche per le ciliegie”.
 
Il problema di fondo, per il presidente di Fruitimprese Veneto è che “l’Italia è lontana  anni luce dai principali protagonisti dello scenario internazionale, fortemente penalizzata da costi di produzione molto più alti rispetto, soprattutto, ai Paesi emergenti”. “Se pensiamo all’Iran, che vende agevolmente i suoi kiwi nel Far East e in Cina, o alla stessa Grecia, che beneficia di ben altre condizioni competitive, risulta ancor più evidente quanto il nostro Paese stia perdendo terreno e rischi di vedere ridimensionato il proprio ruolo. In Veneto, complici le fitopatie, si espiantano actinidia, in Emilia Romagna si tagliano pesche e nettarine: tante colture in difficoltà, pochi prodotti con prospettive di crescita. Servirebbe un’azione a livello europeo affinché regole e condizioni diventino più omogenee nei diversi Paesi. Ma in fretta, prima che sia troppo tardi”. 

Fonte:  Italiafruit News

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