Nel commercio di ortofrutta, l’etica non sia solo una parola

12 dicembre 2017

Come incrementare gli scambi favorendo tutta la filiera

Fermarsi a riflettere per cercare di migliorare il sistema. Vedere oltre la mera compravendita di prodotti. Cercare di dare un senso oltre alla quotidianità dei prezzi, le beghe burocratiche, l’accumularsi delle norme. Questi e altri temi sono al centro dell’attenzione di Leonardo Odorizzi, imprenditore del settore commerciale di frutta e verdura. 



La situazione dei prodotti ortofrutticoli italiani non è delle più rosee. E i primi a pagarne le conseguenze sono i produttori. “Serve maggior comunicazione – esordisce Odorizzi - I buyer dovrebbero dar priorità ai prodotti sostenibili per vendere di più e recuperare le quote di mercato perse. Garantire stipendi più etici significa mantenere una clientela con maggior potere di spesa, cioè con maggiore capacità di acquisto”.

L’automazione dei processi produttivi nelle aziende agricole e negli stabilimenti produttivi, afferma Odorizzi, “se da un lato porta inequivocabili miglioramenti, dall’altro rischia di creare più disoccupazione, impoverimento e quindi minori acquisti”. Che fare, allora? “Occorre trovare degli accordi etici - aggiunge l’imprenditore – fra tutte le parti della filiera, migliorando le criticità esistenti nelle varie filiere. Siano esse il prezzo al produttore, oppure il rispetto nei confronti dei lavoratori, o la qualità offerta al consumatore. Dobbiamo sperare che il consumatore scelga più frutta e verdura per garantire il giusto equilibrio tra domanda e offerta; ma forse anche questo non basta più”.

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Odorizzi Group vanta oltre 60 anni di attività che lo hanno portato alla specializzazione nelle produzioni agroindustriali, sposando al contempo i principi etici/ambientali

Dal 2014, il gruppo Odorizzi ha cercato di fare sua la missione disegnata dalla Direttiva Europea circa l’Economia Circolare che mette l’ambiente al centro delle politiche industriali/economiche. Nel 2015 è stato sviluppato un protocollo per la gestione dei principi etici/sociali disegnati dallo standard SA8000 che prevede: legalità-giusta remunerazione-sicurezza dei lavoratori.

Dal 2017 ha preso avvio il cammino della filiera etica, intesa come giusta ripartizione dei ricavi tra tutti gli attori della filiera; dal produttore al consumatore, sposando la politica sostenibile prevista dal Reg. UE 2014/95

La Odorizzi Group ha fatto proprie le direttive europee come nuovo modello di business, sottoponendosi agli standard più restrittivi quali SA8000, Ohsas 18001/2007, Uni En Iso 14001:2004, Uni En Iso 9001/2015.

Data di pubblicazione: 12/12/2017
Autore: Cristiano Riciputi
Copyright: www.freshplaza.it

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